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Michael Jackson a Dica 33

22 ottobre 2009

thrillerSabato 24 ottobre (ore 21.00) inizia la nuova stagione di Dica 33, la trasmissione di Radio Fragola condotta dal trio papaloki-ziogianni-giovanezanna, che propone l’ascolto di un vinile nella sua interezza, con contorno di contestualizzazioni proposte anche dagli ospiti presenti in radio.

Il trio di conduttori ci aveva lasciato prima della pausa estiva, presentando “l’abum degli album”, Thriller di Michael Jackson, il disco più venduto di tutti i tempi. La scelta non era un omaggio in occasione della prematura morte della popstar, evento successivo alla trasmissione.

Il disco, datato 1982, prodotto dal mitico Quincy Jones non ha bisogno di presentazioni: un autentico capolavoro anche per chi di Michael Jackson non è fan: 7 singoli estratti (su 9 tracce complessive); 110 milioni di copie vendute (finora) di cui 27 nel solo primo anno dalla pubblicazione; 12 nominations ai Grammy Awards, 8 vinti (cifra record per un solo album); due video fra i più innovativi della storia di questa recente forma d’arte (Thriller, diretto da John Landis, e Billie Jean che propongo in calce all’articolo); la collaborazione, fra gli altri, di Paul McCartney, Toto ed Eddie Van Halen.

Di tutto ciò si è parlato durante la trasmissione che in breve si è trasformata in una festa di chiusura anche grazie alle contestualizzazioni, molte delle quali ballabilissime: dal fondino “Love To Love You Baby” di Donna Summer a “All Night Long” di Lionel Ritchie a Superstition di Stevie Wonder; dalla “Say Say Say” di Paul McCartney (con Michael Jackson) a “Somebody’s Watching Me” di Rockwell (con Michael Jackson) a “Dirty Diana” e “Don’t Stop ‘Til You Get Enough” dello stesso Michael Jackson a “Music’s Taking Over” dei The Jacksons; da “Ice Cream Man” dei Van Halen a “I Would Die For You” di Prince a “Stomp” dei Brothers Johnson. Una puntata fiume che si è prolungata ben oltre la canonica ora e mezza.

Tracklist: 1. Wanna Be Startin’ Somethin’ – 2. Baby Be Mine – 3. The Girl Is Mine (con Paul McCartney) – 4. Thriller – 5. Beat It – 6. Billie Jean – 7. Human Nature – 8. P.Y.T. (Pretty Young Thing) – 9. The Lady In My Life

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Betty Davis a Dica 33

21 giugno 2009

betty_davisSabato 13 giugno a Dica 33 Vinnie Johnson, che già ci aveva deliziato con i 13th Floor Elevators, ha proposto (coadiuvato da Papà Loki e Zio Giani) il primo vinile (Betty Davis – 1973) di Betty Davis, modella e cantante soul-funk, famosa soprattutto per essere stata la seconda moglie di Miles Davis.

Nel giro newyorkese degli anni ‘70, amica (e forse più che amica) di Jimi Hendrix e Sylvester Stone (quello di Sly & The Family Stone) si dice sia stata proprio la sua influenza a portare il grande Miles Davis sulla strada elettrica e alla commistione tra jazz e rock espressa magnificamente nel monumentale “Bitches Brew”.

Il disco è puro energico funky, suonato magnificamente da un eccellente band (buona parte della “Family”di Sly & The Family Stone) e avvolto dalla voce naturalmente erotica, provocante e sensuale di Betty Davis. Il risultato è folgorante: un vero mistero perché, specialmente alcuni pezzi come “If I’m in Luck I Might Get Picked Up” (con pseudo-video in fondo), “Anti Love Song” e “Game Is My Middle Name” non abbiano ottenuto il successo commerciale che sicuramente si meritavano; forse a causa di una censura che sulla Davis è caduta pesante negli Stati Uniti per i suoi atteggiamenti equivoci e i testi bollenti.

Tracklist: 1. If I’m in Luck I Might Get Picked Up – 2. Walkin Up the Road – 3. Anti Love Song – 4.Your Man My Man – 5. Ooh Yeah – 6. Steppin in Her I. Miller Shoes – 7. Game Is My Middle Name – 8. In the Meantime
(nella ristampa recente sono presenti anche altre 3 tracce inedite)

Dopo alcune resistenze sono riuscito a far passare come fondino Colosseum Live dei Colosseum, gruppo normalmente confinato nel progressive rock, ma che in questa performance live spinge maggiormente il pedale del blues. Ottimo l’omaggio di Papà Loki a Jimi Hendrix con Fire che ha visto i sempre numerosi ospiti animarsi in danze tribali. Tra le altre contestualizzazioni ricordo anche Sly & The Family Stone, splendida cornice ad una puntata all’insegna della black music anni ‘70.

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SpringsteenRadio.com

22 marzo 2009

Bruce SpringsteenPer tutti gli amanti del Boss che non ne siano a conoscenza, segnalo una vera chicca in rete: springsteenradio.com è una radio diffusa via internet che trasmette 7 giorni su 7, 24 ore su 24 esclusivamente musica di Bruce Springsteen, attingendo sia alla sua produzione ufficiale che alla miriade di bootleg che sono parte integrante della sua quarantennale carriera (Bruce Springsteen è tra i primi per numero di bootleg, insieme a Elvis Presley, Bob Dylan, i Beatles, i Led Zeppelin e i Rolling Stones).

Tra l’altro il progetto non è proprio “in fasce”, avendo festeggiato pochi giorni fa, il 19 marzo 2009, un anno di vita, dimostrando una continuità che fa ben sperare.

L’ascolto è disponibile in varie modalità, sfruttando i programmi audio installati sul computer in uso (winamp, quicktime, itunes, xmms, windows media player) oppure tramite un pratico (e consigliato) programma java con un’interfaccia molto simile a winamp, eseguito direttamente dal browser.
La qualità di 56kbs permette una resa accettabile e, nella mia esperienza personale, ho raramente rilevato problemi di connessione o “salti” dovuti ad un flusso dati non stabile.

La semplice registrazione sul sito (sono richiesti solo nome utente, email e password) permette di scrivere sulla chat presente in home page; fino allo scorso 6 marzo era possibile anche effettuare richieste scegliendo tra gli album disponibili che vengono spesso “ruotati”; attualmente per poter usufruire di questa funzione è necessario essere abbonati (50$ per un anno).

Per stuzzicare l’appetito allego un video live di “It’s hard To Be A Saint In The City”, registrato all’Hammersmith Odeon, 1975, di cui consiglio visione e ascolto completo, per apprezzare il duello chitarristico finale tra Bruce Springsteen e Steve Van Zandt (aka Little Steven) e l’incredibile coesione musicale della E Street Band.

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Tina Turner a Dica 33

24 febbraio 2009

Tina Turner - Acid QueenNell’ultima puntata di Dica 33 (la trasmissione di Radio Fragola, che ogni sabato sera dalle 21 alle 22.30 presenta un 33 giri nella sua interezza) lo Zio Gianni ha proposto il secondo album da solista di Tina Turner “Acid Queen” del 1975. L’album è l’ultimo in cui Tina collabora con l’oramai quasi ex-marito Ike, che ne è il produttore.

Il disco può essere diviso in due parti, corrispondenti ai due lati del vinile: il primo lato propone cinque cover (Rolling Stones, Who e Led Zeppelin) arrangiate e interpretate in chiave soul-rythm’n'blues, ai limiti dello stravolgimento, in particolare la versione di “I Can See For Miles” degli Who, quasi irriconoscibile; è in questo lato la canzone che da il titolo all’abum, tratta dall’opera rock degli Who “Tommy” in cui appunto Tina Turner interpreta magistralmente la “Acid Queen”; assolutamente da non dimenticare anche la versione di “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin, in cui Tina Turner esprime tutta la sua carica di erotismo, con finale-reprise a sorpresa.

Il secondo lato consiste di quattro pezzi originali, tra cui spicca l’hit “Baby Get It On” in cui per l’ultima volta Ike Turner duetta con la moglie e il miglior brano del disco a mio parere, “Bootsey Whitelaw”, un trascinante blues sinfonico (definizione di papà Loki che condivido completamente) sostenuto da una fantastica linea di basso e rifinito dalla splendida voce di Tina Turner.

Tracklist: 1. Under My Thumb – 2. Let’s Spend the Night Together – 3. Acid Queen – 4. I Can See for Miles – 5. Whole Lotta Love – 6. Baby Get It On – 7. Bootsy Whitelaw – 8. Pick Me Tonight – 9. Rockin’ and Rollin’

Per contestualizzare ho proposto un pezzo di cui ho già parlato in queste pagine, “Diamonds & Rust” di Joan Baez. Per esplicare quale fosse il punto di contatto con il disco di Tina Turner ho introdotto io il brano: anzitutto il disco è coetaneo, essendo uscito anch’esso nel 1975 e propone un’altra donna che, come Tina, è in un momento di svolta della sua carriera: nel caso di Joan Baez si tratta di staccarsi dal cliché della contestatrice rivoluzionaria.

La cosa che più di ogni altra mi ha fatto propendere per questa scelta, atipica dal punto di vista puramente musicale (dal soul-blues black al folk white il passo è ardito) è che “Diamonds And Rust” parla di un amore tormentato oramai finito (Bob Dylan?); allo stesso modo sta finendo il tormentatissimo sodalizio personale e professionale fra Ike e Tina. Non a caso un’altra contestualizzazione, dello stesso Zio Gianni, ha proposto Sonny & Cher, indice del fatto che, come si discuteva nel corso della trasmissione, il nostro immaginario è stato colpito dal rapporto di coppia che fonde arte e sentimento (avevo pensato di contestualizzare con Al Bano e Romina, peccato che ho solo un nastro, “Aria Pura” e chissà dove…).

Non dimentico che, riallacciandosi anche alle origini di Tina Turner, nata a Nutbush, Tennessee, è intervenuto alla trasmissione l’amico Gian Pierre che ci ha raccontato, in estrema sintesi purtroppo, del suo recentissimo viaggio negli States, proprio in Tennessee per partecipare, insieme ai Tillamook di cui è il bassista, all’International Blues Challenge di Memphis (in rappresentanza dell’Italia).

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13th Floor Elevators a Dica 33

12 febbraio 2009

13thfloorelevatorspsychedelicsoundsAnche sabato scorso ero presente alla diretta di Dica 33, la trasmissione di Radio Fragola che presenta nella sua completezza un vinile, accompagnato da alcuni brani di contestualizzazione. (ogni sabato dalle 21.00 alle 22.30)

Presenti due dei tre abituali conduttori (Papà Loki e  Zio Gianni) il 33 giri della settimana è stato però scelto e presentato da Vinnie Johnson, tra l’altro un amico di gioventù che non vedevo da anni. Molto piacere mi ha fatto sapere la sua scelta del vinile, il primo album dei 13th Floor Elevators, The Psichedelic Sound of 13th Floor Elevators, storico gruppo di Austin, Texas, che trovò fortuna nella bay area di San Francisco nel periodo di massimo fulgore psichedelico.

Dal disco (sicuramente il loro migliore) potete apprezzare nel video sotto “You’re Gonna Miss Me” la loro hit più famosa; quello strano suono costante in sottofondo è un jug elettrico il cui suono viene associato a quello prodotto dal Didgeridoo, il caratteristico strumento australiano. Il sound ipnotico e psichedelico del jug elettrico è il marchio di fabbrica dei 13th Floor Elevator, che possono vantare, al contrario della Settimana Enigmistica, veramente pochi tentativi di imitazione; non posso tralasciare una menzione per le mie tracce preferite, le cupe e misteriose “Roller Coaster” e “Kingdom of Heaven”.

Per contestualizzare ho portato un live in New York (1968) dei Quicksilver Messenger Service con cui la trasmissione ha aperto (il bluesaccio “Back Door Man”); papà Loki ha deciso poi di lasciare tutto il live come fondino per la puntata.
A proposito di contestualizzazioni va ricordata quella, rigorosamente in vinile, proposta dallo stesso Vinnie: gli It’s A Beautiful Day con la meravigliosa “White Bird”; canzone, disco e soprattutto copertina che meriteranno una riflessione a parte.

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Led Zeppelin IV a “Dica 33″

1 febbraio 2009
Led Zeppelin IV

Led Zeppelin IV

Ieri ero tra i fortunati presenti alla diretta di Dica 33, la trasmissione di Radio Fragola che va in onda il sabato dalle 21.00 alle 22.30 e che presenta nella sua completezza un vinile, accompagnato da alcune contestualizzazioni come amano chiamarle gli usuali conduttori, Papà Loki, Giovane Zanna e Zio Gianni.

La puntata di ieri era “subappalatata” a Federico che ha scelto di presentare un album storico, il IV lavoro dei Led Zeppelin datato 1971, autentico capolavoro, con una tracklist che riporto integralmente per dare l’idea del livello del disco:

Tracklist: 1. Black Dog – 2. Rock and Roll – 3. The Battle of Evermore – 4.  Stairway to Heaven – 5. Misty Mountain Hop – 6. Four Sticks – 7. Going to California – 8. When The Levee Breakes

L’abum, per dovere di cronaca, si trova al terzo posto della classifica degli album più venduti di tutti i tempi in America, con 23 milioni di copie (!), superato solamente da Michael Jackson con “Thriller” (27 milioni) e dagli Eagles con “Their Greatest Hits 1971-1975″ (29 milioni). [fonte]

Come ormai consuetudine i presenti in radio sono invitati a proporre delle contestualizzazioni, pezzi che abbiano un punto di contatto di qualsiasi genere con le canzoni del disco presentato. Io ho proposto a seguire “The Battle of Evermore” un pezzo dei californiani Kaleidoscope, “Greenwood Sidee” dall’abum “A Beacon from Mars” del 1968. Il brano è un tradizionale folk, interpretato anche da Joan Baez, rivisitato qui in tempo di marcia e arrangiamento medieval-irlandese.

L’idea alla base della contestualizzazione era evidenziare la vocazione folk di Led Zeppelin IV, senza dimenticare che, a detta di Chris Darrow (membro dei Kaleidoscope), Jimmy Page, chitarrista e anima dei Led Zeppelin, si riferì ai Kaleidoscope come “il suo gruppo preferito di tutti i tempi”, e scusate se è poco…

Led Zeppelin – The Battle of Evermore – Live at Seattle 17/7/1977

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ZZ Top a Dica 33

25 gennaio 2009

Tres HombresA Dica 33 (la trasmissione di Radio Fragola, che ogni sabato sera dalle 21 alle 22.30 presenta un 33 giri nella sua interezza) sabato scorso Papà Loki ci ha deliziato con “Tres Hombres” del 1973, terzo album dei texani ZZ Top. Nella conduzione è stato coadiuvato da Zio Gianni, il Giovane Zanna come preannunciato assente per motivi di lavoro milanesi.

Quello che colpisce dopo l’ascolto di questo disco è l’altissimo livello medio dei brani: a parte, forse, “Move Me on down the Line”, un po’ troppo “pop” per i miei gusti personali, il resto dell’album si attesta su un livello veramente molto alto, da cui è difficile scegliere solo alcuni pezzi da evidenziare.

Cito per dovere storico “La Grange” in quanto resterà sempre un cavallo di battaglia nelle esibizioni live del trio di Houston, ma sottolineo ancora una volta che il disco è assolutamente da ascoltare nella sua interezza, per apprezzarne la grande energia, coadiuvata ma non soffocata da una invidiabile sapienza tecnica, in equilibrio tra blues, hard e southern rock. “Precious And Grace” è forse il mio pezzo preferito, per la marcata sonorità hard e per la lunga variazione quasi progressive; allego video da un live del 1980.

Tracklist: 1. Waitin’ for the Bus – 2. Jesus Just Left Chicago – 3. Beer Drinkers & Hell Raisers – 4. Master of Sparks – 5. Hot, Blue and Righteous – 6. Move Me on down the Line  – 7. Precious and Grace – 8. La Grange – 9. Shiek – 10. Have You Heard?

Notabili contestualizzazioni: “Clear” degli Spirit, il caldo blues “Stormy Monday” rivisitato dagli Allman Brothers, il sound southern dei Molly Hatchet con “The Creeper”, il puro stile texano di Steve Ray Voughan con “Texas Flood” (fantastica!) e il blues britannico dei “Ten Years After” con “Love Like A Man”.

Alla trasmissione è intervenuto Michele che ha proposto un vinile dei Georgia Satellites, gruppo Southern Rock di Atlanta, Georgia. Dal disco omonimo del 1986, abbiamo ascoltato la hit “Keep Your Hands To Yourself” che, come singolo, raggiunse quell’anno il secondo posto nella classifica statunitense, superata solo da “Livin’ On A Prayer” di Bon Jovi.

Ho proposto ai conduttori anche una novità fresca di giornata, essendo uscito proprio sabato l’ultimo album di Bruce Springsteen, “Working For A Dream”: abbiamo ascoltato la prima traccia del disco, “Outlaw Pete”, epopea western di 8 minuti con incedere d’archi e molte variazioni, alcune inaspettate (l’unica che ero riuscito a sentire nel tragitto in automobile dal negozio di dischi allo studio di Radio Fragola).

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The Doobie Brothers a Dica 33

29 dicembre 2008

Toulouse StreetLo scorso 27 dicembre Dica 33, la trasmissione di Radio Fragola che dedica 90 minuti (sabato dalle 21 alle 22.30) all’ascolto di un completo vinile più altri brani “di contorno”, ha proposto il secondo album dei californiani Doobie Brothers, “Toulouse Street” del 1972.

Apre il vinile la splendida “Listen To The Music”, vero inno gioioso alla musica, sulle cui note conduttori e ospiti della trasmissione hanno fatto fatica a non ballare (e qualcuno non ha resistito…). Per chi non la ricordasse consiglio caldamente la visione del video allegato, in una meravigliosa interpretazione live datata 1973 alla trasmissione televisiva The Midnight Special.

“Toulouse Street”, il brano che da il titolo al disco, incorniciato da un arpeggio chitarristico di gran rilievo e interpretato da un languido cantato, presenta un inconsueto lato initimista dei Doobie Brothers che ho molto apprezzato; indimenticabile anche “Jesus Is Just Alright” l’altra grandissima hit dell’album, con percussioni dal ritmo incalzante e particolarissimo intermezzo psichedelico; merita una menzione anche il penultimo pezzo del vinile, “Disciple” che strizza l’occhio a sonorità più ruvide, senza perdere l’inconfondibile sound Doobie Brothers.

Tracklist: 1. Listen to the Music – 2. Rockin’ Down the Highway – 3. Mamaloi – 4. Toulouse Street – 5. Cotton Mouth – 6. Don’t Start Me to Talkin’ – 7. Jesus Is Just Alright – 8. White Sun – 9. Disciple – 10. Snake Man

Anche in questa puntta non sono mancate le contestualizzazioni ad arricchire un piatto più che mai ricco: abbiamo così ascoltato, tra gli altri, alcuni capolavori della musica rock come “Up Around The Bend” dei Creedence Clearwater Revival, “John Barleycorn (Must Die)” dei Traffic e alcuni brani meno noti ma ugualmente validi come “Mr. Skin” degli Spirit e “Rose Darling” degli Steely Dan.

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