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Atomic Rooster – Atomic Roooster

5 novembre 2010
Atomic Roooster

Atomic Roooster

Troppo spesso liquidati in maniera semplicistica come “il primo gruppo di Carl Palmer” (il Palmer batterista di Emerson Lake & Palmer), gli Atomic Rooster sono state una delle formazioni più rappresentative del rock inglese dei primi anni ‘70. Nella scena musicale britannica del periodo caratterizzata dalle due nuove “correnti” dell’Hard Rock  (Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath) e del Rock Progressivo (King Crimson, Genesis, Yes) la band di Vincent Crane si colloca in una terra di confine, un po’ come i Jethro Tull, ma privi di quell’elemento fortemente caratterizzante rappresentato dal flauto di Ian Anderson; una grande occasione persa: gli Atomic Rooster sono infatti una perfetta sintesi delle nuove spinte stilistiche dell’epoca che può soddisfare il gusto musicale di chi non tollera le atmosfere troppo dure dell’hard rock e trova autoreferenziale la magnificenza pomposa di certo rock progressivo.

Il primo loro quasi omonimo album (c’è una “o” di troppo nel titolo del disco), datato 1970, è anche effettivamente l’unico in cui abbia suonato Carl Palmer, che poco dopo la pubblicazione lasciò gli Atomic Rooster per il super-trio Emerson, Lake & Palmer.

Il sound spazia dal rock energico – lo splendido brano di apertura Friday 13th, Decline And Fall (con fantastico assolo di Palmer) e la potente S.L.Y. – alla ballata – la vagamente “KingCrimsoniana” Winter (dove spunta anche il flauto del cantante-bassista Nick Grahan), la struggente Banstead (con intermezzo vagamente horror) e la “blueseggiante” Broken Wings – lasciando spazio anche a una suite strumentale di sapore classico – Before Tomorrow -.

Un assaggio proprio qui sotto. Buon ascolto.

Tracklist: 1. Friday the 13th – 2. And So to Bed – 3. Winter – 4. Decline and Fall – 5. Banstead – 6. S.L.Y. – 7. Broken Wings – 8. Before Tomorrow

melomaniaco Ascolti , , , , , , , , , , , ,

Led Zeppelin IV a “Dica 33″

1 febbraio 2009
Led Zeppelin IV

Led Zeppelin IV

Ieri ero tra i fortunati presenti alla diretta di Dica 33, la trasmissione di Radio Fragola che va in onda il sabato dalle 21.00 alle 22.30 e che presenta nella sua completezza un vinile, accompagnato da alcune contestualizzazioni come amano chiamarle gli usuali conduttori, Papà Loki, Giovane Zanna e Zio Gianni.

La puntata di ieri era “subappalatata” a Federico che ha scelto di presentare un album storico, il IV lavoro dei Led Zeppelin datato 1971, autentico capolavoro, con una tracklist che riporto integralmente per dare l’idea del livello del disco:

Tracklist: 1. Black Dog – 2. Rock and Roll – 3. The Battle of Evermore – 4.  Stairway to Heaven – 5. Misty Mountain Hop – 6. Four Sticks – 7. Going to California – 8. When The Levee Breakes

L’abum, per dovere di cronaca, si trova al terzo posto della classifica degli album più venduti di tutti i tempi in America, con 23 milioni di copie (!), superato solamente da Michael Jackson con “Thriller” (27 milioni) e dagli Eagles con “Their Greatest Hits 1971-1975″ (29 milioni). [fonte]

Come ormai consuetudine i presenti in radio sono invitati a proporre delle contestualizzazioni, pezzi che abbiano un punto di contatto di qualsiasi genere con le canzoni del disco presentato. Io ho proposto a seguire “The Battle of Evermore” un pezzo dei californiani Kaleidoscope, “Greenwood Sidee” dall’abum “A Beacon from Mars” del 1968. Il brano è un tradizionale folk, interpretato anche da Joan Baez, rivisitato qui in tempo di marcia e arrangiamento medieval-irlandese.

L’idea alla base della contestualizzazione era evidenziare la vocazione folk di Led Zeppelin IV, senza dimenticare che, a detta di Chris Darrow (membro dei Kaleidoscope), Jimmy Page, chitarrista e anima dei Led Zeppelin, si riferì ai Kaleidoscope come “il suo gruppo preferito di tutti i tempi”, e scusate se è poco…

Led Zeppelin – The Battle of Evermore – Live at Seattle 17/7/1977

melomaniaco Ascolti , , , , , , , , ,