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	<title>Il melomaniaco &#187; Live</title>
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	<description>ascolti, commenti, suggerimenti, annotazioni e riflessioni musicali</description>
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		<title>Bruce Springsteen, Udine 23 luglio 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 17:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melomaniaco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rock]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati 20 anni dall&#8217;ultimo concerto (Torino, 1989) che ho visto di Bruce Springsteen, ma non per lui, che rimane un grandissimo. A differenza di 20 anni fa ho deciso di guadagnare il prato con lieve anticipo, senza l&#8217;estenuante maratona dal mattino per raggiungere una posizione privilegiata sotto al palco&#8230; per me gli anni sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmelomaniaco.com/wp-content/uploads/2009/07/bruce_springsteen_concert1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-456" title="Bruce Springsteen Concert" src="http://www.ilmelomaniaco.com/wp-content/uploads/2009/07/bruce_springsteen_concert1.jpg" alt="Bruce Springsteen Concert" width="200" height="198" /></a>Sono passati 20 anni dall&#8217;ultimo concerto (Torino, 1989) che ho visto di Bruce Springsteen, ma non per lui, che rimane un grandissimo. A differenza di 20 anni fa ho deciso di guadagnare il prato con lieve anticipo, senza l&#8217;estenuante maratona dal mattino per raggiungere una posizione privilegiata sotto al palco&#8230; per me gli anni sono passati; in ogni caso non ero assolutamente lontano ed ho potuto godere di un&#8217;ottima visuale e di un buon audio, sempre curatissimo negli spettacoli del Boss, senza i volumi eccessivi di tanti live, quasi a compensare la mancanza di energia di chi sta sul palco.</p>
<p>Ho assistito, insieme ad altri 40mila fortunati, a uno spettacolo eccezionale, 3 ore senza pause: non solo la canonica pausa fra i 2 atti classici dei concerti (che anche giovanissimi gruppi emergenti infilano per riposarsi durante uno show di 1 ora e mezza) ma quasi nessuna pausa fra un pezzo e l&#8217;altro: un continuum di emozioni ed energia che stanca il pubblico alla fine esausto, ma non la fantastica E-Street Band né tantomeno lui, il Boss, che a quasi 60 anni fa impallidire per la forma e la tenuta fisica e per quanto riesca a &#8220;dare&#8221; con una generosità che non ha eguali nel panorama musicale.</p>
<p>A conferma dell&#8217;unicità dell&#8217;evento sfido chiunque a trovare un altro artista che cambi scaletta ad ogni tappa del tour promozionale di un disco appena uscito e che suoni (su 25 pezzi) solamente 2 canzoni dal nuovo lavoro: un mito.</p>
<p><strong>La scaletta</strong>: Intro Trio Fisarmonica &#8211; Sherry Darling &#8211; Badlands &#8211; Hungry Heart &#8211; Outlaw Pete &#8211; Darlington County &#8211; Something in the Night &#8211; Working on a Dream &#8211; Murder Incorporated &#8211; Johnny 99 &#8211; No Surrender &#8211; Raise Your Hand (instrumental) &#8211; Summertime Blues &#8211; Be True &#8211; Streets of Fire &#8211; My Love Will Not Let You Down &#8211; Waitin&#8217; on a Sunny Day &#8211; The Promised Land &#8211; American Skin (41 Shots) &#8211; Lonesome Day &#8211; The Rising &#8211; Born to Run &#8211; Born in the U.S.A. &#8211; American Land &#8211; Bobby Jean &#8211; Dancing in the Dark &#8211; Twist and Shout</p>
<p>Ad un fan di vecchia data come me un po&#8217; dispiace non aver sentito nessun pezzo dai primi due album, ma come sempre Bruce dal vivo riesce a trasformare anche i pezzi che meno mi entusiasmano nelle registrazioni in studio in autentici capolavori (ad esempio Lonesome Day o Dancing in the Dark).</p>
<p>I momenti che più mi hanno emozionato: la splendida saga western <strong>Outlaw Pete</strong> (che propongo sotto, proprio dal concerto di Udine e tra l&#8217;altro ripresa circa dalla mia posizione sul prato); <strong>American Skin (41 shots)</strong>, il pezzo scritto dal Boss per ricordare Ahmed Amadou Diallo, 22 anni, ucciso con 41 colpi di pistola da 4 poliziotti del Bronx (per una storia della canzone vi rimando a <a href="http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?lang=it&amp;id=3373" target="_blank">questo indirizzo</a>); <strong>Something In The Night</strong>, uno dei rari momenti intimi di un concerto che e&#8217; stato soprattutto puro energico rock&#8217;n'roll, lasciando poco spazio allo Springsteen romantico ed intenso di tante ballate.</p>
<p>Il giorno dopo il concerto ricevo un sms di un mio amico (presente anche lui al concerto) che recita così: &#8220;Come al solito. Grande depressione dopo il concerto. Dove troverà mai l&#8217;umanità un altro pari gigante del rock&#8217;n'roll?&#8221;. Non potrei essere più d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-bjzjPHwoJw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/-bjzjPHwoJw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Pierpaolo Roberti, Trieste 30 maggio 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 20:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melomaniaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato scorso nello Spazio Villas del Parco San Giovanni di Trieste ho partecipato, coadiuvando marginalmente gli organizzatori, a miniMultivisioni, evento riepilogativo del Maggio Mini Mu, a cura dell’Associazione NADIRpro.
La proiezione contemporanea di tre sequenze temporizzate di immagini, colte durante le manifestazioni primaverili e il lavoro nei laboratori attivi nel Parco, si è dimostrata un&#8217;esperienza suggestiva, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmelomaniaco.com/wp-content/uploads/2009/06/minimultivisioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-393" title="minimultivisioni" src="http://www.ilmelomaniaco.com/wp-content/uploads/2009/06/minimultivisioni.jpg" alt="minimultivisioni" width="150" height="212" /></a>Sabato scorso nello Spazio Villas del Parco San Giovanni di Trieste ho partecipato, coadiuvando marginalmente gli organizzatori, a <a href="http://nadirpro.wordpress.com/2009/05/26/minimultivisioni-sabato-30-maggio-2009/" target="_blank">miniMultivisioni</a>, evento riepilogativo del <em>Maggio <a href="http://www.mini-mu.it/" target="_blank">Mini Mu</a></em>, a cura dell’Associazione <a href="http://nadirpro.wordpress.com/" target="_blank">NADIRpro</a>.</p>
<p>La proiezione contemporanea di tre sequenze temporizzate di immagini, colte durante le manifestazioni primaverili e il lavoro nei laboratori attivi nel Parco, si è dimostrata un&#8217;esperienza suggestiva, resa più interessante dall&#8217;accompagnamento blues al pianoforte dell&#8217;amico Pierpaolo Roberti.</p>
<p>Ho registrato il concerto con lettore mp3 e, con mio sommo piacere, Pierpaolo ha acconsentito, anzi direi quasi incitato, alla pubblicazione del materiale, che potete ascoltare gratuitamente (e legalmente!) in fondo all&#8217;articolo; la qualità audio non è delle migliori, ma a mio avviso riesce comunque a trasmettere l&#8217;atmosfera dell&#8217;evento (si tratta pur sempre di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bootleg" target="_blank">bootleg</a>&#8230;).</p>
<p>Le capacità tecniche di Pierpaolo Roberti sono indubbie, ma quello che mi colpisce sempre del suo modo di suonare è l&#8217;estrema sensibilità: la sua tecnica non è mai fine a sé stessa ma sempre organica a un percorso, un viaggio emozionale fatto soprattutto di improvvisazione: i musicisti che amano e <em>sentono</em> la musica riescono a condividere il loro <em>sentire</em>, e Pierpaolo Roberti è uno di questi. Buon ascolto.</p>
<p></p>
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		<title>Il Genio, Roma 10 aprile 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 18:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melomaniaco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[circolo degli artisti]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
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		<category><![CDATA[pop]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 10 aprile scorso, al Circolo degli Artisti di Roma , ho assistito al concerto de Il Genio, duo electro-pop originariamente formato da Gianluca De Rubertis (voce e tastiere) ed Alessandra Contini (voce e basso) che nelle ultime apparizioni si è esteso ad un quartetto con l&#8217;inserimento di Andrea Garbo (chitarre) e Paolo Mongardi (batteria).
Della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-349" title="ilgenio1" src="http://www.ilmelomaniaco.com/wp-content/uploads/2009/05/ilgenio1.jpg" alt="ilgenio1" width="209" height="140" />Il 10 aprile scorso, al Circolo degli Artisti di Roma , ho assistito al concerto de Il Genio, duo electro-pop originariamente formato da Gianluca De Rubertis (voce e tastiere) ed Alessandra Contini (voce e basso) che nelle ultime apparizioni si è esteso ad un quartetto con l&#8217;inserimento di Andrea Garbo (chitarre) e Paolo Mongardi (batteria).</p>
<p>Della loro produzione, lo ammetto, avevo ascoltato solamente due brani: la nota hit &#8220;Pop Porno&#8221; (di cui allego il video molto ben fatto in calce all&#8217;articolo) e &#8220;Non è possibile&#8221; in cui, con ironia, si afferma l&#8217;impossibilità che l&#8217;uomo sia andato sulla luna:</p>
<blockquote><p>Scusate la franchezza<br />
ma lo pensano molti scienziati<br />
e quindi<br />
no, non è possibile<br />
che l&#8217;uomo sia andato sulla Luna.</p></blockquote>
<p>Come spesso accade quando non viene fatto un soundcheck decente, la resa audio era pessima: in particolar modo le voci erano assolutamente impastate nel suono, facendo solamente intuire a tratti che il cantato fosse in lingua italiana: un vero peccato perché i testi (che ho ascoltato successivamente dal loro cd omonimo, pubblicato nel 2008) sono un elemento peculiare della loro produzione, sempre in equilibrio tra l&#8217;intellettuale e l&#8217;ironico.</p>
<p>Qualità audio a parte lo spettacolo è stato piacevole, nonostante non possa definire il genere musicale tra i miei preferiti; in particolare mi ha affascinato una lunga suite strumentale pseudo-psichedelica (tra i Pink Floyd e gli Ozric Tentacles, con le dovute proporzioni) interpretata a metà concerto, che si discostava sostanzialmente dal loro stile: uno stile che risulta molto immediato (e quindi pop) per la scelta di linee melodiche semplici, di facile ascolto, ma si dimostra anche raffinato, sia per l&#8217;utilizzo dell&#8217;organo Farfisa con il suo sound <em>vintage</em>, sia per la particolarissima voce infantilmente maliziosa di Alessandra Contini. Pop sì, ma di qualità.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/JPX8z5H1-aU&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JPX8z5H1-aU&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Los Straitjackets, Trieste 15 febbraio 2009</title>
		<link>http://www.ilmelomaniaco.com/2009/02/los-straitjackets-trieste-15-febbraio-2009/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melomaniaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>
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		<category><![CDATA[los straitjackets]]></category>
		<category><![CDATA[surf]]></category>
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		<description><![CDATA[Non pago del concerto di Battiato di due giorni prima, non mi sono fatto mancare una presenza all&#8217;evento surf consumatosi all&#8217;Etnoblog di Trieste, domenica 15 febbraio 2009: i Los Straitjackets, stelle del revival del surf della metà degli anni &#8216;90 post &#8220;Pulp Fiction&#8221;.
Qualche anno fa ho passato un semestre di full-immersion nella musica surf, cercando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-168" title="s_losstraitjackets" src="http://www.ilmelomaniaco.com/wp-content/uploads/2009/02/s_losstraitjackets.jpg" alt="s_losstraitjackets" width="206" height="266" />Non pago del concerto di Battiato di due giorni prima, non mi sono fatto mancare una presenza all&#8217;evento surf consumatosi all&#8217;Etnoblog di Trieste, domenica 15 febbraio 2009: i Los Straitjackets, stelle del revival del surf della metà degli anni &#8216;90 post &#8220;Pulp Fiction&#8221;.</p>
<p>Qualche anno fa ho passato un semestre di full-immersion nella musica surf, cercando di ascoltare tutto il possibile, anche le cose più improbabili e sconosciute. Dei Los Straitjackets ho ascoltato più e più volte, con grande piacere, due album, &#8220;Supersonic Guitars in 3D&#8221; (2003) e &#8220;The Velvet Touch of Los Straitjackets&#8221; (1999), considerato il loro lavoro migliore.</p>
<p>La performance dei quattro di Nashville, Tennessee (che si esibiscono rigorosamente con delle maschere multicolori modello lottatore di Wrestling messicano) è stata eccezionale. Dal palco si sprigionava grande energia, sia per la musica (virtuosismi chitarristici e un grande batterista), che per lo show cosparso di coreografie di gruppo altamente coinvolgenti; lo devo ammettere, mi sono divertito come un ragazzino.</p>
<p>Interessante anche l&#8217;idea di proiettare sul muro opposto al palco scene di film sexploitation anni &#8216;60 che conferivano  quel tocco underground di grande atmosfera.</p>
<p>Per chi vuole saperne di più consiglio il loro <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.straitjackets.com%2F&amp;ei=PnKoSaf3M5Oy0AW_zZ3LAg&amp;usg=AFQjCNEf-dO42DGGwIDn5F9-5oEoJK0prw&amp;sig2=R79bsgOJorNTOqifIBIADQ" target="_blank">sito ufficiale</a> e appendo qua sotto un video tratto dal loro ultimo dvd che rende discretamente l&#8217;idea del loro show live.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/w-42g352TaQ&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w-42g352TaQ&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Battiato, Trieste 13 febbraio 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melomaniaco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[franco battiato]]></category>
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		<category><![CDATA[progressive rock]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ottimo Franco Battiato, quello visto lo scorso 13 febbraio 2009 al Teatro Rossetti di Trieste.
L&#8217;assenza degli FSC, il gruppo di supporto che lo accompagnava nel 2006 mi ha intristito: trovo che la loro grande energia ben compensi un personaggio che sul palco è sì carismatico, ma sicuramente non scatenato.
Questo non toglie grande merito ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-140" title="battiato_ts" src="http://www.ilmelomaniaco.com/wp-content/uploads/2009/02/battiato_ts.jpg" alt="battiato_ts" width="250" height="143" />Un ottimo Franco Battiato, quello visto lo scorso 13 febbraio 2009 al Teatro Rossetti di Trieste.</p>
<p>L&#8217;assenza degli FSC, il gruppo di supporto che lo accompagnava nel 2006 mi ha intristito: trovo che la loro grande energia ben compensi un personaggio che sul palco è sì carismatico, ma sicuramente non scatenato.</p>
<p>Questo non toglie grande merito ai musicisti che l&#8217;hanno accompagnato in questa esibizione: il Quartetto Italiano di archi, Carlo Guaitoli e Angelo Privitera alle tastiere e Davide Ferrario alla chitarra hanno fornito un contorno sonoro di notevole spessore e grande atmosfera, ispirando una sensazione di &#8220;vicinanza&#8221; tipica di un concerto da camera.</p>
<p>La scaletta ha confermato che questo fosse un tour promozionale dell&#8217;ultima fatica discografica di Battiato, &#8220;Fleurs 2&#8243;, che, come i due precedenti &#8220;Fleurs&#8221;, propone esclusivamente interpretazioni di canzoni di altri autori; purtroppo questo ha lasciato poco spazio al Battiato autore se non in grandi classici; sotto questo aspetto il concerto del 2006 mi è piaciuto di più, meno legato all&#8217;uscita discografica del momento spaziando maggiormente negli ormai quasi 40 anni di repertorio del cantautore catanese.</p>
<p>Ma è stato proprio lui, Battiato, ad emozionarmi, con un uso della voce sempre espressivo, una gestualità sorprendentemente interpretativa ed una intensa volontà comunicativa (anche nell&#8217;introdurre i brani con racconti ed aneddoti) che non avevo colto quando lo avevo visto la volta precedente.</p>
<p>Tra i momenti più interessanti va ricordata la splendida interpretazione di &#8220;Stranizza d&#8217;amuri&#8221;, la sempre attuale &#8220;Povera Patria&#8221;, e l&#8217;emozione di &#8220;La Stagione dell&#8217;amore&#8221;. Toccante anche il tributo a De Andre&#8217; con &#8220;Inverno&#8221; e struggente l&#8217;interpetazione di &#8220;Era d&#8217;estate&#8221; di Sergio Endrigo. Insomma le emozioni non sono mancate.</p>
<p>Sottolineo infine con grande apprezzamento la scelta di proporre due pezzi del periodo progressive dei primi anni &#8216;70, &#8220;Sequenze e Frequenze&#8221; e &#8220;No U Turn&#8221;, introducendoli quasi come una minaccia: &#8220;ora dovete preoccuparvi perché farò qualcosa dei primi anni &#8216;70&#8243; &#8230;avesse fatto pure &#8220;Oceano di Silenzio&#8221; e &#8220;Aria di Rivoluzione&#8221;&#8230; beh non si può chiedere troppo.</p>
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