Sting – Bring On The Night
Un film prima di un disco. Un documento, datato 1985 e firmato da Michael Apted, dell’esperimento di Sting che segna il suo definitivo distacco dai Police, dopo 5 album alle spalle e un successo incredibile tra 1978 e il 1983, dalla patria Inghilterra fino alle sponde statunitensi d’oltreoceano, passando per l’Europa continentale.
Una scommessa per segnare una cesura netta con il pop-reggae bianco della band londinese, il film racconta della nascita del progetto, delle sessioni di registrazione delle tracce di “The Dream of The Blue Turtle” (1984) primo album solista di Sting e della successiva serie di concerti di cui è testimonianza musicale l’omonimo album live “Bring On The Night” (1986).
La scelta di ambientare in Francia questa esperienza è spiegata da Sting stesso nella conferenza stampa di presentazione: la Francia come “territorio che mantiene una sua neutralità”; tutti musicisti black (più Sting) contro il razzismo dell’industria discografica, in una splendida villa francese adattata a studio di registrazione.
Un film musicale atipico, tra conferenze stampa, prove, registrazioni, conversazioni, interviste ai singoli membri della band, sopralluoghi nei teatri finanche il parto della compagna di Sting.
Risulta molto coinvolgente osservare come nascono le canzoni, come la musica si sviluppa e prende forma in un ambiente esclusivamente popolato da musicisti che prima di ogni altra cosa si divertono; un gruppo di musicisti d’eccezione, molti dei quali di estrazione jazzistica, che rendono unica ogni nota prodotta.
Credits: Sting – voce, chitarra - Omar Hakim – batteria, Darryl Jones – basso, Kenny Kirkland – tastiere, Branford Marsalis – sax, Dollette McDonald e Janice Pendarvis – cori.
A conferma del grande valore, consigliandone caldamente la visione, ricordo che il film ha vinto il Grammy Award nel 1987 come migliore lungometraggio musicale.
Per dare un’idea del tenore del film propongo la visione di “We Work The Black Seam Together” da YouTube (purtroppo non incorporabile qui, seguite il link).
Per tutti gli amanti del Boss che non ne siano a conoscenza, segnalo una vera chicca in rete:
Ho ascoltato i Pentangle la prima volta nel lontano 1990, avevo 19 anni e, partendo da Simon & Garfunkel, Bob Dylan. Joan Baez e il Bruce Springsteen di Nebraska cominciavo ad esplorare il folk e il rock acustico. “Basket Of Light” del 1969 è il terzo album della formazione inglese che nel suo primo periodo di attività (1967-1973) era formata da Jacqui McShee, voce; John Renbourn, chitarra; Bert Jansch, chitarra; Danny Thompson, basso; Terry Cox, batteria. L’album, il loro più grande successo commerciale, raggiunse la quinta posizione nella classifica del Regno Unito.
Nell’ultima puntata di Dica 33 (la trasmissione di
Non pago del concerto di Battiato di due giorni prima, non mi sono fatto mancare una presenza all’evento surf consumatosi all’Etnoblog di Trieste, domenica 15 febbraio 2009: i Los Straitjackets, stelle del revival del surf della metà degli anni ‘90 post “Pulp Fiction”.
Un ottimo Franco Battiato, quello visto lo scorso 13 febbraio 2009 al Teatro Rossetti di Trieste.
Nell’ambito del tour 2008-2009 Franco Battiato si esibisce oggi al Teatro Rossetti di Trieste. Già fervono i preparativi del melomaniaco che per l’occasione si è aggiudicato (ormai mesi fa) un biglietto in seconda fila (!). Ho già visto Battiato dal vivo nel Castello di Udine nel luglio del 2006, tra parentesi sotto un diluvio non da poco e devo dire che mi sono divertito parecchio. Sono rimasto molto impressionato dalla band che lo accompagnava e che spero sia presente anche a questo evento, gli FSC, un giovane trio (batteria, basso e chitarra-tastiere) di Padova di grande impatto sonoro.
Anche sabato scorso ero presente alla diretta di Dica 33, la trasmissione di